Un tempo il cristianesimo ha dovuto lottare contro la natura; quella natura era tanto dura, tanto ermeticamente chiusa che la grazia durava fatica a intaccarla. Oggi dobbiamo lottare per la natura, al fine di salvare il minimo di salute terrena necessaria all’innesto del soprannaturale. È illuminante la rilettura dei veementi attacchi di santa Teresa contro il sentimento idolatrico dell’onore, quell’onore tagliente e duro come il ferro di una spada che, nella Castiglia al suo zenit, usurpava il posto di Dio. Oggi bisogna, al contrario, rianimare quel naturale senso dell’onore, affinché la fedeltà verso il soprannaturale e l’eterno possa in esso trovare il suo abbozzo analogico, il suo indispensabile punto di partenza. La natura è come una torre, dal sommo della quale l’uomo si lancia verso il cielo (egli non prende il volo dal livello del suolo e del nulla, non prende il volo dal niente…).

Gustave Thibon (1903-2001)

TESTATA

NON PERDERE NESSUN CONTENUTO !

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Leggi anche  Così muore un re